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La Geisha - Lo spettacolo


Operetta di Sidney Jones
Testo di Idalberto Fei da Owen Hall

Esattamente un secolo fa, nel 1906, andò in scena, a Roma al Teatro Valle, una parodia dell'operetta più in voga all'epoca: La Geisha
In quell'occasione debuttò sul palcoscenico un bambino di sei anni: il suo nome era Eduardo De Filippo.
L'arrivo nella capitale de La Geisha come parodia prova quanto questa operetta fosse popolare. La sua musica meravigliosa era cantata nei teatri, nelle case e nelle strade, riflettendo il fascino che il mondo giapponese esercitava in quel periodo che portò alla nascita di lavori come Mikado di Gilbert e Sullivan e soprattutto de La Madame Butterfly di Giacomo Puccini
Fu anche citata da Anton Cechov in uno dei suoi racconti più famosi, La Signora con il cagnolino, messo in scena per anni in tutta Europa.
La Geisha fu rappresentata in una moltitudine di produzioni teatrali (inclusa una con le famose marionette di Podrecca), alla radio e in televisione, diretta da Cesare Gallino, e recentemente, grazie ad una versione integrale registrata in inglese da Arion, è stata anche riscoperta dal mercato internazionale di musica.
Seguendo la trentennale tradizione della sua compagnia, Idalberto Fei ed il suo gruppo hanno messo in scena l'operetta con i burattini, come altre recenti produzioni, El Retablo de Maese Pedro (Manuel De Falla), e L'Impresario delle Canarie (Pietro Metastasio).
C'è poesia, esotismo, musica ed ironia, ma , soprattutto, è il puro piacere dell'intrattenimento che costituisce la parte più brillante e magica dell'operetta

E’ la storia di O Mimosa San, prima donna della Casa da Thè Poor Butterfly diretta dal cinese Wun Chi.
Ama, danza e canta come nessun'altra, specialmente quando si esibisce nella Canzone del pesciolino
Tutti si innamorano di lei: il giovane Katàna, bello ma povero, il vacuo ufficiale della Marina Britannica Reginald Fairfax, promesso sposo di Molly e con una fidanzata in ogni porto, il prepotente signorotto del luogo, il Marchese Imary, capo della polizia, su cui però ha messo gli occhi la piccante interprete, la francese Juliette.
E' il Marchese che scatena la tempesta.
Quando scopre la propria amata con i suoi rivali, ordina la vendita della casa da Thè e di tutto il suo contenuto, geishe comprese, all'astuto direttore cinese Wun Chi.
Fortunatamente il mondo appartiene alle donne. Molly, la svaporata fidanzata di Fairfax, alla ricerca di emozioni esotiche (ha tentato di diventare una geisha, ma con scarsa fortuna), l'energica e ricca Lady Costance, zia di Molly, arrivata in Giappone per studiare il Teatro No, ma specialmente la parigina Juliette Diamant, dal bollente temperamento, alla disperata ricerca di un marito ricco, perfino vecchio se necessario, riescono ad assicurare il lieto fine, tra intrighi,tazze di thè, scambi di persona, donne e vocalizzi

Il direttore e compositore inglese Sidney Jones (1861-1946), figlio di un direttore di banda, cominciò la sua carriera come suonatore di clarino e più tardi diventò direttore dell'Empire Theatre di Londra dove mise in scena le sue operette. La Geisha è il suo capolavoro.
Era buono e serio, fedele a sua moglie Maria, la ragazza del coro che sposò e con cui passò tutte le sue serate, preferendo la sua compagnia ai ricevimenti del dopo teatro.
Aveva una strana abitudine. Quando improvvisamente lo colpiva un'idea, scriveva sui tovaglioli di carta e sui polsini della camicia invece che sulla carta da musica.

NOTE DI PRODUZIONE
(L'insostenibile leggerezza dell'operetta)

L'operetta è una scommessa vincente al giorno d'oggi, soprattutto se messa in scena con i burattini. Credo che questo sia dovuto al fatto che scopo dell'operetta è divertire con canzoni, balli, costumi scintillanti, lieto fine, humour e nostalgia.
Plinio il Giovane scrisse: "Solo quando rido, scherzo e gioco, mi sento veramente uomo", ed io sono d'accordo con lui.
Quando giochiamo ci liberiamo dagli affanni della vita quotidiana, e credo che i burattini con la loro poesia e magia ci diano il meglio del mondo dell'operetta: il gusto della vita e il vero piacere del divertimento
E La Geisha è davvero puro intrattenimento nella sua forma più alta, di nuovo sul palcoscenico, grazie al cinema.
Questa figura enigmatica, né moglie né cortigiana, è quasi un'opera d'arte vivente.
Mi sembra che Jones abbia reso omaggio a lei, alludendo alla sua vita e al suo stato, con uno sguardo ironico sugli europei che viaggiano per il mondo alla ricerca di esotiche esperienze, senza però comprendere nulla, proprio che pensano di essere i padroni del mondo, mentre in realtà sono le donne a decidere tutto.