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La storia vera del gatto con gli stivali - Lo spettacolo


di Idalberto Fei
Pochi italiani sanno che alcune delle più belle fiabe del mondo, da Cenerentola al Gatto con gli stivali, prima di finire nelle famose raccolte di Charles Perrault e dei fratelli Grimm, erano state raccolte all’inizio del Seicento dallo scrittore napoletano Giambattista Basile in un libro intitolato Cunto de li cunti (Il racconto dei racconti): “il più bel libro italiano barocco“ per Benedetto Croce, “il sogno di uno Shakespeare partenopeo” per Italo Calvino.
Nella sua versione del Gatto con gli Stivali, scelta come base del nostro spettacolo, vedrete quante differenze rispetto alla favola francese che conosciamo da sempre. Cagliuso, il protagonista, si muove sullo sfondo di una Napoli stracciona e splendida, di stivali neanche a parlarne – lui per primo va scalzo –, il Gatto è una Gatta di cui mai sappiamo il nome e soprattutto la storia si conclude con una fragorosa lite fra Gatta e padrone e con acri riflessioni sull’ingratitudine umana:
Dio ti guardi da ricco impoverito
E da pezzente quando è risalito.
Per fortuna, come insegna il Tritone a cui abbiamo fatto raccontare la storia, spes ultima dea: finché c’è vita c’è speranza.